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La cartomanzia, un'arte dalla lunga storia

Prima di contattare i nostri cartomanti chiamando uno dei numeri indicati nei banner, ti invitiamo a leggere queste poche righe contenenti alcune informazioni e curiosità interessanti sui tarocchi. In questo modo, conoscendone origine e significato, potrai apprezzare ancora di più il lavoro del cartomante e affidarti ai tarocchi con maggiore consapevolezza di quelle che sono le potenzialità delle carte e i loro possibili utilizzi in ambito divinatorio.

Partiamo dunque dalla storia dei tarocchi, per andarne a scoprire le origini lontane e i primi utilizzi in Europa, legati come vedremo a scopi ben diversi da quelli attuali.

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Le origini dei tarocchi

Fiumi di parole sono stati scritti finora sulla storia della cartomanzia, un'arte le cui origini vengono alternativamente collocate dagli studiosi in diversi continenti, dall'Africa all'Asia, nell'ambito di antiche culture che avrebbero dato vita a questo specifico metodo di lettura delle carte per individuare il futuro delle persone.

Secondo alcuni studiosi l'origine dei tarocchi andrebbe collocata nell'antico Egitto. Qui l'arte in questione sarebbe stata praticata a lungo e con una tecnica molto particolare e sensibilmente diversa da quella che si usa al giorno d'oggi.

A sostenere per primo questa tesi fu l'illustre studioso francese Jean-Baptiste Alliette, che pubblicò un'opera dedicata proprio a questo argomento, dal titolo 'Etteilla, ou manière de se récréer avec un jeu de cartes', seguita poi da una seconda edizione riveduta 'Etteilla, ou la seule manière de tirer les cartes revue, corrigée et augmantée par l’auteur sur son premier manuscrit'.

Per chi si chiedesse cosa significa 'Etteila', essa non è altro che il nome di Alliette scritto al contrario.

Era allora la fine del 1700, la Francia era particolarmente attratta da tutto ciò che aveva a che fare con l'esoterismo e anche per questo l'opera in cui Alliette spiegava letteralmente 'la maniera di ricrearsi con un gioco di carte' ebbe un grande successo.

Secondo lo studioso esisterebbero prove concrete riguardo alla nascita della cartomanzia in Egitto, in quanto dal famoso incendio della storica Biblioteca di Alessandria, si sarebbe salvato proprio un prezioso manoscritto sui tarocchi. Quest'ultimo conterrebbe addirittura la spiegazione di come tale arte era praticata più di 4000 anni fa, con un mazzo che conteneva 78 carte, che venivano lette e interpretate dai sacerdoti preposti, i quali si basavano sulla lettura e sull'interpretazione dei geroglifici che erano incisi sulle carte stesse.

Differente è invece l'opinione di quegli studiosi che collocano la nascita dei tarocchi ancora più lontano da noi, presso l'antica Cina, circa 3000 anni fa. Alla base di questa teoria vi è il confronto con il libro I Ching, il testo utilizzato dai Cinesi per la divinazione, che si basava sull'estrazione degli esagrammi.

Questi ultimi sono nello specifico 64 simboli, ciascuno con il proprio significato e la propria interpretazione. Gli esagrammi, che vengono tuttora utilizzati e che caratterizzano questo antico oracolo cinese, servono a delineare i possibili comportamenti delle persone e a correggere quanto di negativo e sbagliato si può individuare in essi.

In poche parole, si tratta di una forma di cartomanzia che va oltre la pura e semplice previsione del futuro, perché aiuta a studiare il proprio carattere e i propri modi di fare e a cambiarli in positivo, quando possibile e con l'aiuto imprescindibile della volontà del soggetto interessato.

La nascita della cartomanzia moderna e la sua prima diffusione in Occidente

Dalla cartomanzia antica ai tarocchi intesi nel senso più moderno del termine, si è arrivati gradualmente. Le prime tracce di quelli che possono essere considerati i barlumi della moderna cartomanzia risalgono al XVI secolo, quando ancora una volta un francese, Guillaume Postel, si preoccupò di regolamentare in qualche modo l'arte dei tarocchi, scrivendo una sorta di manuale che si intitolava 'Clef des choses cachées', che in italiano significa letteralmente 'Chiave delle cose occulte'.

In questo libro, al giorno d'oggi custodito come una reliquia presso il British Museum di Londra, Postel fa risalire l'orgine dei tarocchi al mondo dell'antico Egitto, secondo quella stessa teoria che sarebbe stata seguita successivamente anche da Alliette. In Italia i tarocchi sono arrivati più o meno nello stesso periodo e la loro diffusione è iniziata, al contrario di quanto si potrebbe pensare, non al sud bensì in Italia settentrionale, presso le corti degli Estensi a Ferrara e dei Visconti a Milano.

All'inizio le carte con i simboli erano usate per giocare, mentre successivamente, forse a partire dalla città di Bologna, iniziarono a diffondersi come strumenti per la lettura del destino.

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L'origine del nome 'tarocchi'

Sempre a Postel dobbiamo fare riferimento se vogliamo cercare di comprendere quale sia l'origine del nome 'Tarocchi'. Si tratterebbe, come spiega dettagliatamente lo studioso nella sua opera, di un nome proprio derivato dall'egiziano Thot, che sarebbe stato a sua volta l'autore di quel famoso libro salvatosi dalla Biblioteca di Alessandria, al quale abbiamo accennato sopra.

Dal nome Thot si sarebbe poi arrivati direttamente a 'tarot', e da questo termine si sarebbe giunti infine all'attuale 'tarocchi' che è attestato per la prima volta nel XVI secolo e sembrerebbe essere stato coniato in Francia. Proprio dal francese 'tarot' sarebbe poi derivato l'italiano 'tarocchi'.

Le carte dei tarocchi, la loro storia e le curiosità

Le carte che vengono oggi utilizzate per la cartomanzia di tipo tradizionale, senza considerare le numerose varianti, sono 78 in tutto, di cui 56 prendono il nome di Arcani Minori e 22 di Arcani Maggiori. Gli Arcani Maggiori sono figure simboliche legate a concetti dal significato molto ampio, come la giustizia, la fortuna, e via dicendo. Gli Arcani Maggiori si distinguono invece in base al seme in bastoni, denari, coppe e spade.

Le 22 figure che compongono il gruppo degli Arcani Maggiori sono nell'ordine il Matto, la Papessa, l'Imperatrice, l'Imperatore, il Papa, gli Amanti, il Carro, la Giustizia, l'Eremita, la Fortuna, la Forza, l'Impiccato, detto anche l'Appeso o il Traditore, la Morte, la Temperanza, il diavolo, la Torre, la Stella, la Luna, il Sole, il Giudizio e il Mondo. Ciascuna ha una sua iconografia ben precisa che può variare a seconda del mazzo di carte, come variabile è anche la posizione ad esse assegnata.

Non tutti sanno che in origine queste carte non erano legate all'arte della divinazione, bensì al gioco puro e semplice. Ancora oggi, in diverse regioni d'Italia e in Francia, si continua a giocare con esse, secondo gli stessi regolamenti che venivano utilizzati nell'Ottocento.

Per quanto riguarda invece l'uso esoterico, è importante ribadire il fatto che le singole figure possono essere raffigurate in vario modo e per chi deve leggerle poco conta il modo in cui i colori sono impiegati o come vengono delineate le figure. La cosa importante infatti è il soggetto raffigurato, che ha un suo specifico valore come simbolo da interpretare.

Per gli esperti, addirittura, neanche al numero delle carte che vengono utilizzate si deve porre troppa attenzione. Non a caso nel corso dei secoli sono stati ideati mazzi composti da numeri di carte variabili, che venivano comunque impiegati tranquillamente per la divinazione.

Questo modo di pensare si riscontra tutt'oggi tra i cartomanti, che ci tengono al valore soggettivo del loro personale modo di gestire l'arte dei tarocchi, al di là di ogni possibile regola esterna.

Se da tempo stai pensando di affidarti a questo tipo di divinazione e scoprire come da un semplice mazzo di carte possa emergere il tuo futuro, mettiti in contatto al più presto con uno dei nostri cartomanti. Nei banner trovi tutti i contatti, con i numeri di riferimento da chiamare.

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La funzione dei tarocchi

Ci siamo dilungati finora sulla storia dei tarocchi e sulle loro origini più o meno misteriose, ma qual'è alla fine la loro vera funzione?

Per scoprire quanto i tarocchi possano essere d'aiuto anche nelle piccole questioni quotidiane, puoi provare a chiedere un consulto, contattando telefonicamente il numero che trovi nei banner. Mettersi in contatto con i cartomanti professionisti è facilissimo e richiede appena pochi minuti di pazienza.

Si può scegliere di parlare con un cartomante uomo o con una cartomante donna e il servizio è aperto anche a chi chiama dalla Svizzera, che ha un numero apposito dedicato da poter contattare.

Ma cosa si può chiedere ai tarocchi? La lettura delle carte, come abbiamo già detto, può essere considerata una vera e propria arte e i suoi risultati sono da considerarsi tanto più attendibili quanto più seri sono i cartomanti che offrono questo servizio.

Farsi fare i tarocchi significa richiedere una consulenza personalizzata che riguarda il proprio destino, quello che accadrà nel futuro più o meno immediato. Si può scoprire qualsiasi cosa, eventi belli o brutti che ci attendono e che sono scritti nelle carte. Sta a noi decidere come affrontare quanto ci viene predetto dal cartomante, ma soprattutto sta sempre a noi cercare di capire, con l'aiuto della persona che ci sta tendendo la mano, se c'è qualcosa di concreto che possiamo fare per cercare di modificare una situazione che sembrerebbe evolversi in maniera negativa.

Una storia d'amore alla quale tieni molto sta per finire? Nelle tue carte c'è scritto questo? Allora puoi cercare di guardare dentro te stesso per capire se puoi fare qualcosa per evitarlo, se esiste una seppur minima possibilità di riprendere in mano la situazione e, anche se non si può fare nulla per cambiarla, cercare almeno di limitare al minimo la sofferenza e lo smarrimento interiore che ne potrebbe derivare. Abbiamo fatto l'esempio dei problemi di cuore, ma il discorso vale per qualsiasi tipo di situazione.

I tarocchi sono in grado di leggere non solo nel futuro di una persona ma anche nel suo passato, possono andare a svelarne i comportamenti e i pensieri più reconditi. Naturalmente l'abilità dei cartomanti è fondamentale da questo punto di vista ed è un elemento basilare dal quale non si può prescindere. Per questo abbiamo scelto i migliori professionisti nel settore per offrirti un servizio curato e attento in ogni dettaglio.

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L'abillità del cartomante deve essere in primo luogo quella di dimostrare sensibilità nei confronti delle persone che si rivolgono a lui per un consiglio. Nel momento in cui decidi di telefonare al nostro numero per metterti in contatto con un cartomante, quello che cerchi da questa persona è un aiuto, una consulenza, per provare a scoprire se c'è qualcosa di concreto che puoi fare per risollevare la tua situazione lavorativa o magari quella sentimentale.

Ovviamente non puoi sperare che una semplice consulenza attraverso la lettura delle tue carte ti possa cambiare la vita dall'oggi al domani, ma la prima cosa che vuoi ottenere è il parere di chi ha la capacità di leggere quel che ti attende nel prossimo futuro. Chi fa i tarocchi deve essere bravo nell'avvicinarsi a chi gli chiede aiuto ed essere sensibile nei suoi confronti, senza mai esagerare nell'esposizione cruda e secca di quello che legge nelle carte.

Spesso dall'interpretazione dei tarocchi possono emergere anche situazioni abbastanza difficili, che devono essere però esposte al diretto interessato nella maniera più dolce possibile, aiutandolo a capire che c'è sempre un modo per rendere più dolce anche la più spiacevole delle situazioni.

Se senti di voler scoprire cosa ti riservano le carte, contatta subito i nostri cartomanti esperti e vedrai che in loro troverai persone disponibili oltre che competenti, dalle quali potrai ricevere utili consigli su diversi aspetti della tua vita, pubblica e privata.

Alcune curiosità sul mondo dei tarocchi

Si potrebbe stare qui per ore a parlare di tutte le stravaganze che riguardano il mondo dei tarocchi. La prima curiosità che vogliamo condividere con voi è una cosa di cui non tutti sono a conoscenza. Molti pensano che il mondo dei tarocchi sia unico e che le carte si leggano sempre allo stesso modo e con gli stessi criteri.

Niente di più sbagliato.

Intorno ai tarocchi, infatti, si sono sviluppate vere e proprie tradizioni legate alle diverse regioni o città. Solo per fare un esempio che vale per tutti, si può pensare alle carte napoletane e alla lunga tradizione che la cartomanzia ha alle spalle in questa città. Qui i tarocchi sono qualcosa di inviolabile, e qui si sono sviluppate anche varianti importanti rispetto alla tradizionale lettura del mazzo di 76 carte.

A Napoli infatti si usa il classico mazzo da 40 e si applica il metodo detto delle 25 carte. In pratica si dispongono 25 carte in 5 file da altrettante carte ciascuna e se ne lasciano invece altre 15 da parte.

Ma passiamo da una curiosità sul metodo di lettura a una più divertente che riguarda un episodio storicamente accaduto. Nel XVI secolo accadde infatti che i tarocchi, le cui carte come abbiamo visto venivano utilizzate allora per giocare, furono tassati come gioco d'azzardo, con la speranza da parte delle autorità di riuscire a porre un freno alla sua eccessiva diffusione.

Un'ultima curiosità riguarda invece proprio le carte, i simboli che vi sono raffigurati e i rimandi al cattolicesimo. Se si osserva bene un mazzo di carte di quelle che i cartomanti normalmente usano per la divinazione, salta subito agli occhi un particolare interessante.

Molte delle figure presenti, infatti, hanno qualcosa a che fare con il mondo della Chiesa. Sono presenti infatti Papi, Papesse, e persino l'eremita.

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